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Terminato di leggerlo ora viene il bello di riassumere quello percepito da questo libro che racconta nei minimi particolari la vita a bordo del Sommergibile TOTI.

Ho assorbito in pieno e vissuto come se ero presente agli avvenimenti narrati. Mi ha fatto bene ricordare le scene di preparazione all'immersione e all'emersione anche se non ho avuto occasioni per conoscere i sommergibili classe TOTI.

La mia fantasia è volata alla mia esperienza vissuta sul sommergibile DA VINCI, altra classe e altre prestazioni. Alcune apparecchiature sono state aggiornate con la tecnologia degli anni ’50 ma lo scafo e le attrezzature basilari erano quelle della Seconda Guerra Mondiale operanti nell’oceano Pacifico.

La classe TOTI è stata la prima esperienza del dopoguerra di fabbricazione italiana e dunque ampiamente a quei tempi progettata per migliorie sia tecniche che di vivibilità, inoltre per le sue caratteristiche adatto agli scenari del Mediterraneo.

All'epoca a terra e a bordo non esisteva un televisore, un telefono personale in tasca o un computer con connessione internet. Questo vuol dire che quello che sapevamo era per la scuola frequentata, l’esperienza personale, per l'insegnamento dai propri genitori, dei più anziani, dei Superiori di bordo.

Di già entrare in Marina è stato un grande cambiamento della propria vita, poi entrare e vivere dentro un sommergibile era il colmo di quello che si aspettavamo i nostri genitori, con i nostri racconti durante le licenze la  loro preoccupazione saliva alle stelle. 

Raccontare in giro che eri imbarcato su un sommergibile era come oggi dire che sei un astronauta, poi il colmo da chi viene in posti che non c'è il "sapore di sale", nemmeno quando sentivi la canzone di Gino Paoli.

Leggere un libro è sempre un'acquisizione di linguaggio, la mente si apre per vivere insieme all'autore il racconto. Ecco mi sono sentito come un visitatore che scendeva la prima volta  da una scaletta verticale facendo attenzione a dove mettere i piedi e tenersi ben saldo con le mani sul corrimano.

Tanti "però" e tanti "perchè" ad ogni spiegazione di un locale, di una apparecchiatura, di un oggetto che sembrava insignificante ma poi scopri che era importante per la vita di bordo.

Sapevo tutto sulla "branda calda" in quanto la si usava spesso sul Da Vinci quando l'equipaggio superava di gran lunga le cuccette a disposizione che erano disseminate un pò su tutta l'area abitabile del battello.

Quello che mi ha colpito leggendo il libro, la mancanza ad ogni locale delle persone, manca la descrizione dei personaggi che popolano questo mondo dove il fraseggio di bordo non è contemplato da nessun vocabolario italiano.

  • Manca lo sbraitare del Capo Elettricista che si lamenta per il consumo di troppa corrente.

  • Il mugugno del Capo Meccanico quando gli si chiede di aumentare i giri dei motori.  

  • La sveglia energica a qualcuno che si è dimenticato di montare la guardia.

  • il Comandante in seconda che chiama il personale in quadrato ufficiali per affliggere punizioni o la classica paternale per qualche mancanza.

  • La raccomandazione per interfono del Direttore di Macchina di non passeggiare tra un locale e l'altro durante le ore di immersione in quanto il continuo muoversi creava dei problemi all'assetto.

  • In torretta gli ordini del Comandante al timoniere, al radarista, all’ufficiale di rotta e altro personale che popolavano lo spazio ristretto.

I scherzi a bordo per i nuovi imbarcati sono diventati piu' cruenti rispetto alla mia epoca, senz'altro i nostri erano solo una portata in giro, raffinati e rispettosi della persona.

Mandato dal Capo Elettricista a prendere "Ampere" con un secchio, ritornato con qualche vaffa e per interfono aperto  "se non hai un czz da fare, vallo a fare da un'altra parte", ho subito l'ilarità di tutto l'equipaggio.

Oppure andare a chiedere al cuoco a che ora si mangia e la risposta ovvia "quando è pronto e a che ora ti aspetta" e strillando per farlo sentire a tutto l'equipaggio "questo non è un ristorante signore nuovo arrivato".

A bordo gran parte del personale viene da posti di mare e quel che ne rimane in emersione sono ammagliati dalle onde, dalla schiuma di poppa e la prora che taglia l'acqua.

La diversità fra la vita sui sommergibili e le navi di superficie è notevole.
La differenza sostanziale è che sulle NAVI il lavoro e di conseguenza anche la forte amicizia nasce solo nel tuo reparto di appartenenza, sui SOMMERGIBILI   sei a contatto di gomito con tutto l'equipaggio e in più ti senti responsabile della vita dei colleghi.

Ognuno è parte importante della sicurezza del battello cosa che sulle navi e molto più blanda, lo spirito di corpo che accomuna i sommergibilisti e' unico.

A bordo la vita disagevole è uguale per tutti senza nessun privilegio, ognuno è responsabile degli altri con il rispetto dei ruoli, un ambiente così particolare, che chi non c'è stato neanche immagina cosa sia il vivere a stretto contatto, dividere gli imprevisti che possono succedere, è una esperienza unica.

A bordo dei battelli tutti si conoscono, tutti sanno chi sei e che lavoro fai e spesso ci si mischia fra categorie per bevute, pizza, partite a carte e discussioni infinite per parlare bene o male di qualche Ufficiale, del proprio Capo o di quello strz.. del Furiere Segretario che ti ha messo di guardia il giorno di Natale o di notte l'ultimo dell'Anno.

Da qualche anno sono iscritto alla Componente Nazionale Sommergibilisti - CNS – dove si respira anche se da veterani lo stesso spirito di allora. I ricordi tanti con episodi piccoli o grandi durante la vita vissuta insieme.

Nuovi amici con altre esperienze su altri sommergibili aprono la mente e la scoperta dell’evoluzione tecnica avanzata dei nuovi dopo la mia esperienza della metà degli anni ’60.

In questo modo continua lo spirito che alcuni anni fa ci ha fatto incontrare e vivere insieme esperienze indimenticabili.

In altre destinazioni, con ruoli diversi, veniva spesso fuori il racconto sui sommergibili, un piacere rispondere alle domande possibili da spiegare.

Ora che ho letto l'ultima pagina e riposto il libro, ringrazio gli autori per questa "botta di vita" che mi ha riportato indietro con la mente e con il cuore una vita vissuta qualche anno fà insieme a tanta brava gente di mare.

 

Email : franconini@hotmail.it
 

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aggiornato a :
mercoledì 24 novembre 2021